La Mia Mamma Svedese

Mamma Svedese
Mamma una donna bellissima, è una svedese, una vichinga, bionda, bellissima, sentivo i commenti al mercato, per strada, i miei amici a scuola, ero contento, è anche un po’ geloso, i miei amici, volevano venire a casa mia, per guardarla, spiarla, tutto questo lei si divertiva, avevo notato che, a volte quando era allegra, assumeva delle, posizione, dove si poteva vederle l’interno delle cosce, un pomeriggio, eravamo da soli, ero disteso sul letto in camera mia, ero solo con gli slip, come un automa, iniziai a toccarmi, il cazzo, in pochi secondi, era duro, come un piccolo piolo, mi venne l’idea, di aprire il PC, avevo una cartella, con le foto di mamma, erano tantissime, molte erano, dove, si vedevano le cosce, ho pure erano, al mare, mi ridi stesi sul letto, ripresi a segarmi, ero cosi preso che non senti la porta aprirsi.
– Che succede?, che stai facendo, ti masturbi, guardando le mie foto?.
– Scusa mamma non è come pensi?.
– Mi prendi per stupida, la scena parla chiaro. Poi non devi vergognarti è normale alla tua età, siediti, ti confinerò, un mio segreto. Dalla sorpresa ero rimasto con i pantaloni abbassati, stavo per rimetterli a posto.
– Che fai resta cosi, ai un bel cazzo ti ho fatto proprio bene, stendiamoci sul letto staremo più comodi,.
– Ero imbarazzato, anche, in paziente, cosa aveva intenzione mamma. Mi fece stendere, mi tiro i pantaloni sino alla caviglie.
– Ecco cosi si può vedere bene. Lo prese, inizio a manovrarlo, andando su e giù,. Caro devi sapere, che anch’io ho fantasticato sul mio papa, un giorno, lui era disteso sul divano, forse pensava di essere da solo, aveva il cazzo scoperto, è duro, se lo accarezzava piano, immagina, la mia sorpresa non avevo mai visto un cazzo dal vivo, è che cazzo, era un palo di carne, da quel giorno mi facevo molti ditalini pensando al cazzo di mio padre.
– Ai scopato con il nonno?. Ma no che vai a pensare, io me l’avrei, fatta una scopata, con lui, ma avevo paura era cosi burbero, sognavo, nulla più. ti tu non sai fare nulla stai li come un morto, non ti piace di toccarmi, dai lo so che muori dalla voglia di mettermi la mano tra le cosce, è togliermi le mutandine, dimmi è cosi.
– Diventai rosso, assenti, è certo che lo desidero.
– Mettila a chi aspetti a babbo natale.
– Misi la mano sotto al vestito, sentire il calore del suo corpo, in cazzo ebbe uno spasimo, stavo per sborrargli, tra le mani , scostai, l’orlo della mutandina, ero impacciato, era non solo la mia prima volta che toccavo una donna, era mia madre.
Si senti in paradiso, nel’istante che, senti i peli della fica, mise un dito tra le labbra della fica, trovai il clitoride, sorpresa, era abbastanza grande, era duro, iniziai a stuzzicarlo, la baciai sulla bocca, lei mise la lingua tra le mie labbra, voleva che la baciavo, gli diedi la lingua, iniziammo l’antico gioco delle lingue, un piacere immenso, sborrai, ebbe l’impressione che non la fina più di sputare sperma.
– Quanto ne avevi amore, mio, rimettiamoci a posto, avremo tempo tra poco rientra tua sorella. Un attimo mamma, desidero vederti sena mutandine ti prego.
– Guardami pure. Gli sollevai il vestito, le minuscole mutandine avevano separate le labbra, poggiai la bocca sopra, lei mi tolse. Caro domani saremo da soli tutto il giorno, faremo quello che desideri. Ero impaziente, l’indomani, mattina come uscirono papa è mia sorella, andai al bagno, dopo le mie pulizie personali, andai in camera da mamma, che spettacolo ragazzi, era nuda, il suo corpo da vichinga, era da mozza fiato.
– Che fai li impalato, vieni ti aspettavo, ti piaccio, come sono.
– Sei stupenda, bellissima.
– Vieni è leccami la figa, è da ieri che immagino, di essere leccata, è spogliati, stringiamoci, nudi desidero sentire il tuo corpo, che mi stringe, sentire il tuo bel cazzo contro la mia pancia. Mi distesi al suo fianco, le nostre bocche si cercarono, gli diedi la lingua, lei l’accolse, l’accarezzavo per tutto il corpo, lei mi aveva preso il cazzo è lo accarezzava lentamente, lasciai di baciarla, andai direttamente, tra le sue cosce, iniziai a darle dei piccoli baci, passai la lingua a pennello, i peli mi fecero il solletico al naso, mi piaceva, il suo sapore, cercai il clitoride, iniziai a martellarlo, con la punta della lingua, a lei piaceva, come glie la leccavo, senti che prendeva il cazzo, lo accarezzo, per un po’, senti la lingua leccarmi la capocchia, lo prese in bocca, sentivo che leccava la capocchia, tutto duro alcuni minuti.
– Caro vienimi sopra, chiavami fammi, godere.
– Mi distesi su di lei, prese il cazzo lo guido, diedi una spinta, entrai in lei. Caro, resta fermo, è spingi mi chiavo un poco da sola, mi piace sentire il cazzo che mi tocca, in fondo. Restai fermo, come mi aveva chiesto, lei mise i piedi sui miei reni si teneva stretta, inizio a muoversi, si chiavava da sola, dopo un bel po’.
– Adesso amore chiavami forte, cosi che bellooo. Sembravo un torello, per me che era la mia prima chiavata, la prima volta, in tutto, ero un gran segaiolo, lei si stringeva forte, miagolava come una gatta in calore, mi sussurrava, ti amo amore della mia vita, ero arrivato a limite, non resistevo più.
– Amore tirati fuori non sborrarmi dentro, la prossima volta ti metti il preservativo. Mi tirai fuori lei rapida lo prese è continuo, un po’ è sborrai schizzai, sperma sul suo corpo, mi sorrise, mi bacio, sulla bocca.
– Amore mio che bello è stato, bellissimo chiavare con te, adesso vai a farti la doccia, usciamo.
– Mamma dimmi non finisce qua vero?.
– No amore mi devi, chiavare tutti i giorni.
– Da quel giorno diventammo amanti.

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