Mia madre la mia amante

Mio padre un giorno usci di casa, è non fece più ritorno, non fu una sorpresa, litigavano tutti i giorni è per un non nulla.

Non lo rimpiangevo, tra me è lui non ci è stato mai un forte legame, quei legami di fare le cose insieme.

Per nostra fortuna, passava gli alimenti, abbastanza da farci vivere bene.

Una sera, ero seduto sul divano guardavo la tv, venne mamma con un vassoio, pieno di pizza.

Ho fatto arrivare una pizza, non mi andava di mettermi ai fornelli per la cena.

Benissimo, mi piace lo sai.

Che guardi.

Non lo so perdo tempo, niente di interessante.

Tra poco danno un film mi piacerebbe vederlo ti dispiace?.

Ma no, lo vedo con te, non o voglia di uscire.

Mangiammo la pizza, è bevendo cola. Poco dopo inizio il film, mi girai verso di lei, notai che aveva un le cosce scoperte è un bel po’, se scopriva appena un altro poco, si sarebbero viste le mutandine.

Devo confessare, che, mi sparo tantissime seghe, pensando a lei, guardo le sue foto al mare, annuso il suo profumo dalle mutandine sporche, qualche volta, cerco di toccarla, è non come figlio, tutto come se fosse casuale.

Guardando le cosce, iniziai ad eccitarmi, mi venne un idea dovevo, provarci, non sapevo neanche io quello che avrei fatto, avevo paura, il desiderio, di averla, superava la paura, mi distesi, poggiai la testa sulle sue cosce, che sensazione, stupenda sentire il suo calore.

Che fai mattò.

Ti dispiace, posso stare, cosi.

Certo che puoi, perché, no.

Gli diedi una bacio sulla coscia, poteva sembrare un gesto innocente, per me, non lo era, lei non disse nulla, mi accarezzo la testa, continuai a darle dei baci, pensai se mi giro, mi trovero quasi con la bocca sulla mutandina, mi girai, come avevo pensato, mi venni a trovare a pochi centimetri da un triangolo, color rosso fuoco, lei continuava ad accarezzarmi la testa, a un tratto. Ebbi l’impressione che lei spingeva, verso di me con la scusa di aggiustarsi, osai non resistevo più, poggiai la bocca sulla mutandina.

Amore che fai?.

Mamma è bellissimo sentire, il tuo profumo.

Davvero ti piace tanto.

Tantissimo.

Se ti accontento, terrai il segreto tra noi.

Ma certo non sono uno stupido.

Toglimi la mutandina, cosi, sentirai, il profumo di figa, anche se con questa situazione eccitante, mi sono bagnata, un poco.

Non potevo crederci, sognavo o era realtà; mi inginocchiai davanti a lei, presi l’orlo delle mutandine lei si sollevo, quel tanto per agevolarmi. Mi apparve il paradiso,  la figa, era ricoperta, da peli folti, è ricci,lei apri le cosce quel tanto da potermi mettere nel, mezzo, poggiai le labbra, sulle grande labbra, passai la lingua a pennello, raccolsi un poco dei suoi liquidi, è mi piacque; ( era la prima volta che, vedevo si la, fica che provavo a leccarla) passai, la punta della lingua tra le grande labbra. Toccai il clitoride, era grande, ebbi l’impressione di leccare un piccolo cazzo.

Lei aveva messo le mani sulla mia testa, mi accarezzava, è mi pressava, sulla figa, misi un dito dentro, andavo avanti indietro.

Amore basta cosi, mettiamoci per terra, dammi il cazzo, chiavami, sarò dannata al’inferno, ma non importa, ti voglio, vienimi sopra amore.

Ci eravamo distesi sul pavimento, lei mi aveva aiutato a togliermi i pantaloni, mi distesi su di lei, prese il cazzo è lo guido, diedi un colpo di rene, entrai in figa, calda è umida, mise i piedi sui miei reni mi stringeva a se, iniziai a chiavarla, piano, mi sembravo un torello, era la mia prima volta, non resistevo più, è sborrai dentro di lei, è ne fu tanta.

È bravo il mio stallone, sai usarlo bene.

Mamma è stato bellissimo, lo rifaremo ancora vero,?.

Certo amore, mi devi amare, è tantissime volte.

Da quel giorno diventammo amanti. È fu il periodo più bello della mia vita.

 

 

 

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