Mio fratello mi fa scopare sua moglie di colore


Siamo una famiglia di marinai. Devo spiegare, per quelli non addetti ai lavori, che marinaio, non vuol dire solo fare i pescatori o i militari della marina militare.
Marinai sono anche coloro che navigano sulle navi passeggeri, sulle navi cargo, a prescindere dal loro rango; infatti può essere anche un comandate, un direttore di macchina o altro, ma resta comunque un marittimo, un marinaio.
Chiedo scusa, per questa spiegazione.
Mio fratello Aldo, il più grande dei fratelli, era arrivato al grado di primo ufficiale di coperta.
Un giorno la società lo chiamo, e gli propose se voleva andare a Mombasa, in Kenya a lavorare nella loro agenzia.
Lui accettò contro il volere dei miei; a nulla valsero le suppliche dei miei.
Il più deluso fu papà, lui che nella stessa società era stato un umile marinaio di coperta vedeva il suo primogenito comandante, così vedeva un sogno infranto.
Dopo la sua partenza, gli spiegai che per Aldo, era una grande cosa.
Aldo si ambientò bene e il lavoro gli piaceva; un giorno, fece andare in bestia papà ed in lacrime mamma.
Disse che si sposava, con una ragazza, di origine Somala.
Mando una foto: lei era bellissima, di color cioccolato.
Chiedeva se andavamo da lui ma io non potevo perché ero studente al nautico, mamma e papà dissero che avevano paura dell’aereo ma io lo so, erano solo bugie; la verità era quella di fare un rifiuto.
Si sposò lo stesso e mandò delle foto; i miei si calmarono, e iniziarono a vedere mia cognata diversamente; vedevano infatti quanto davvero fosse bella.
Io mi innamorai di lei; a volte stavo molto tempo a fissare la sua foto e mille pensieri mi frullavano per la testa.
La scuola finì e la società mi imbarcò.
Iniziai la mia vita sulle navi e arrivai al grado di secondo ufficiale. Mio fratello Dario, mi propose se volevo raggiungerlo, perché aveva bisogno di un aiutante.
Accettai, contento di rivedere mio fratello e conoscere mia cognata ed i miei nipotini; avevano due maschietti.
Loro erano stati in Italia, ma io in quel periodo ero imbarcato.
Al mio arrivo, a Mombasa, a ricevermi c’era tutta la famiglia; ero arrivato con una nave della società, il motivo troppi bagagli.
Vederla da vicino fu una sorpresa maggiore; le foto non gli rendevano giustizia, era più bella e molto più sexy.
In seguito venni a sapere che le donne, sia della Somalia che di Etiopia, sono le più belle del continente africano.
Se questo è vero oppure no, non lo so.
Quello che so di certo, e che lei era bellissima e io mi innamorai di lei ancora di più.
Mi portarono a casa loro, una bella villa in stile inglese; adiacente, ce n’era una più piccola, che anticamente era destinata ai domestici. Mio fratello la comprò e fece tutti i lavori per renderla abitabile e confortevole.
“Giacomo è opera di Uba; è stata lei a vedersela per tutto, mi auguro che ti piaccia”
“Bellissima, non poteva fare di meglio.”
Cenammo all’Italiana, lei aveva studiato a Milano, parlava bene la nostra lingua, ci fu un andare vieni di amici e di familiari.
Era notte fonda, quando riuscii a ritirarmi; Uba mi accompagnò sino all’ingresso di casa mia.
“Buonanotte Giacomo”
“Buonanotte a te Uba”.
Si chinò e mi baciò sulla bocca, poi mi fece un sorriso smagliante;
i suoi denti bianchissimi, splendevano di luce propria.
L’indomani mattina, venne lei a svegliarmi.
“Buongiorno, Aldo è uscito di corsa, quando sei pronto ti porto a conoscere la città! Ma scusa…perché mi guardi così?”
“Scusa Uba, sei bellissima”
“Ti ringrazio, ma perché ti scusi?”
“Ti chiedo scusa perché ti fisso, ma sei di una bellezza mozza fiato e ti confesso che dal giorno che ho visto la tua prima foto, mi sono innamorato di te. E questo mi dispiace perché sei la moglie di mio fratello”
“Vieni con me.”
Prese la mia mano, mi portò nella camera da letto e mi sfilò la maglietta.
“Finisci di spogliarti e ti prego, non pensare a nulla; pensa a scopare, a chiavare con me, ti voglio!”
Non capivo il motivo di tanta disponibilità, ma in quel momento capivo che stavo per averla.
Si spogliò ed una venera nera apparve ai miei occhi; la presi tra le braccia, la baciai, la sua bocca aveva il gusto della papaia, la feci stendere sul letto, iniziai a baciarla; da sotto la gola, scesi lentamente, presi una tetta, il suo capezzolo era molto più nero della sua pelle, i seni erano piccoli, ma duri, belli e sodi; erano della misura di due grosse arance, misi la mano tra le cosce, la figa era rasata senza il minimo pelo, cercai il clitoride, lo stuzzicavo, sentii che reagiva.
Mi si indurì, lei mi aveva preso il cazzo e mi masturbava dolcemente; mi distesi, lei guidò il cazzo, io diedi una spinta;
veniva difficile entrare, ma dopo averci provato due, tre volte, la capocchia trovò la sua strada e lentamente entrai; mi fermai solo quando i nostri pube si toccavano;
lei mise i piedi sui miei reni, ed io iniziai a muovermi.
A volte i sogni si avverano, la stavo scopando, ma un pensiero andò a mio fratello; subito lo scacciai dalla mente, perché adesso volevo godermi questo momento.
Continuai a scoparla, la sua figa si era lubrificata, e il cazzo scivolava bene, anche se era sempre stretta.
Continuavo a scoparla, volevo durare molto allungo, ma ero arrivato a limite.
Aumentai il ritmo, e pochi secondi dopo sborrai; ne uscì tanta, di solito duro di più, ma il desiderio accumulato di anni, mi fece venire prima.
Non mi tolsi, attesi un po’, ripresi, e scopammo di nuovo, dopo, andammo nella doccia.
Poco dopo, uscimmo.
Scopavamo quasi tutti i giorni; il rimorso verso mio fratello, mi fece prendere una decisione.
Quella mattina come entrai, mi recai nell’ufficio di Aldo.
“Buongiorno capo!”.
Era un modo di scherzare, anche se poi era davvero il mio capo.
“Buongiorno a te, vuoi qualcosa?”
“Si Aldo, ho preso una decisione; so che non ti farà piacere, ma desidero fare ritorno a casa; io desidero diventare comandante ed in più vedere contento papà”
“Sono solo delle stronzate, andiamo fuori devo parlarti, non mi va che qualcuno qui ci ascolti”.
Non poco lontano, c’era un locale; al mattino era semi vuoto; ci sedemmo e ci servirono un frullato di frutta tropicale.
Restammo soli.
“Giacomo, tu vuoi andare via per un solo motivo; ti scopi Uba e ti senti in colpa; sei stato sempre innamorato di lei ed io l’ho sempre saputo e proprio per questo che ti ho chiamato”
“Sapevi e non hai detto nulla?”
“Lasciami finire; più di un anno fa mi è venuto un grosso problema ai testicoli e da lì poi si è esteso; ora non voglio scendere nei particolari ma sappi Giacomo, che io ho chiuso con il sesso; non sono più buono a niente e se mia moglie è felice, e tu lo sei, per va bene; adesso non farmi domande, è già molto doloroso per me; scopate, fate quello che volete, lei è troppo bella e giovane per stare così”.
Rimasi così in quel posto. In pubblico salviamo le apparenze, ma la notte, è un’altra storia.

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