Una Famiglia, Incestuosa.

Lele è un medico ginecologo di 50 anni ben portati. Un fisico asciutto ed un cazzo di 21 cm ed è alto 1,80. Lele si sposò molto giovane con una ragazza di nome Elena. Da Elena ebbe tre figli: Maria, dopo due anni Ciccio e dopo altri due anni Anna. Purtroppo Elena morì dopo poco aver partorito Anna in un incidente stradale. Poco dopo Lele conobbe Alice e dopo due anni si sposo con Alice anche perché lei era incinta, di Lele, di due gemelli: Bobò e Elena. Dopo qualche anno Lele e Alice divorziarono ed i due figli furono affidati al padre. Dopo tre anni Lele si sposo con Bianca. Attualmente è sposato con lei, ma non ha nessun figlio.
Il primo episodio incestuoso accade tra Maria e Ciccio. Esattamente quando Maria aveva 14 anni e Ciccio 12 anni. Quell’estate Lele, Maria, Ciccio, Anna e Bianca erano andati ad un campeggio. Nonostante la giovane età di Maria e Ciccio, i due fratelli erano guardati con ammirazione: le ragazze guardavano Ciccio ed i ragazzi Maria – Maria era alta 1,65, magra, capelli biondi, lisci, di media lunghezza, occhi azzurri, due tettine piccole (una seconda), una passera pelosa, un bel culetto piccolo a mandolino. Nonostante avesse 18 anni e fosse magra aveva due bellissime cosce. Non era più vergine da un anno.
Ciccio era alto 1,65, magro, con i capelli castani e gli occhi marroni. Di fisico era abbastanza atletico, ma anche se molto giovane, aveva già un cazzo di 20 cm.,ma era ancora vergine.
Anna, invece era ancora una bambina e quindi passava la maggior parte del tempo con il padre.
Bobò ed Elena erano con la madre per l’estate.
Il campeggio, essendo frequentato da varie famiglie era abbastanza tranquillo e quindi Lele lasciava liberi i due fratelli di girare da soli e di rincasare la notte all’ora che volevano. Inoltre i due fratelli erano molto legati l’uno all’altro. Una sera accade che erano ad un falò. Li c’era un ragazzo che aveva messo gli occhi addosso a Maria ed era deciso a scoparsela. Ovviamente la cosa non poteva essere fattibile con il fratello presente e con gli altri ragazzi e ragazze. Verso la fine del falò questo ragazzo rimase da solo con Maria e Ciccio. Visto che il fuoco stava per finire il ragazzo allontanò Ciccio con la scusa di andare a cercare un pò di legna. Appena allontanato Ciccio il ragazzo incominciò ad allungare le mani. All’inizio Maria faceva la santarellina, ma poi si lasciò andare. Si fece tirare su la maglietta, si fece slacciare il reggiseno bianco e si fece baciare e leccare le sue piccole tettine. Maria gemeva in preda a quei baci e carezze e si ritrovò, senza accorgersene, con le mutandine (anch’esse bianche) tirate giù a metà coscia. Intanto una mano del ragazzo le stava facendo un ditalino. In quel mentre torno Ciccio che disse: “Che cosa stai facendo a mia sorella?”. All’inizio sia il ragazzo sia Maria non lo udirono presi dal piacere. Allora Ciccio alzando al voce ripeté la domanda. Il ragazzo si stacco da Maria e si stava per lanciare addosso a Ciccio, per fargli pagare l’interruzione. Ma visto che Ciccio avevo in mano un ramo abbastanza grosso, il ragazzo si ritirò su i pantaloni e scappo via. Ciccio si avvicina a Maria, si siede accanto a lei e le chiede: “Cosa ti stava facendo?”. Maria un po’ imbarazzata, disse la fratello: “Niente, non ti preoccupare…nulla di male.”. Nel dire questo si rese conto che stava con le tette di fuori e la passera al vento davanti al fratello. Nota che comunque il cazzo di Ciccio non era rimasto insensibile e si notava un certo gonfiore ed inoltre, Maria, aveva voglia di farsi una trombata…qualsiasi fosse il cazzo. Allora Maria mettendosi tra le gambe del fratello gli dice: “Ti faccio vedere cosa mi voleva fare…tu stai tranquillo…faccio tutto io.”. Finito di dire questo abbassa i pantaloni del fratello, gli tira giù i pantaloni e le mutande, prende subito in bocca il cazzo di Ciccio ed incomincia a ciucciarlo. Maria aveva avuto il suo primo bocchino e la sua prima scopata l’anno prima con un compagno di classe (lui era ripetente). Succhia dolcemente il cazzo di Ciccio, ma lui essendo ancora vergine dopo pochissimo viene copioso sul viso della sorella. Maria cerca di bere più che può lo sperma del fratello. Finito di bere lo sperma continua a succhiarlo per farglielo ridiventare duro. Ci riesce quasi subito ed allora stende il fratello e lei si mette il suo cazzo in fica facendo uno smorzacandela stupendo. Ciccio non diceva nulla ma gemeva di goduria. Maria intanto scopava con audacia, con la testa reclinata all’indietro e gli occhi chiusi. Poco prima dell’orgasmo dice a Ciccio: “Si…fratellino…quanto sei cazzone…così…sfondami…fai godere la tua sorella troietta…daiiii… ssiiiii…aahhh…. vengooohhh…. sssiiiihhhh…..aaaahhh.”. E la sorella viene mentre Ciccio raggiunge il suo secondo orgasmo e riversa ancora una certa quantità di sperma nella fica della sorella (fortunatamente Maria già prendeva la pillola…per regolarizzare il ciclo). Esausti per la scopata si accasciano al suolo per riposarsi un pò. Poi si alzano, si rivestono e tornano a casa. Mentre andavano a casa Maria si raccomanda con Ciccio: “Non dire nulla a papà…sarà il nostro piccolo segreto, ok?”. Ciccio risponde di si, ma Maria per essere più sicura gli chiede: “Ti è piaciuto?”. Ciccio dice di si. Maria: “Ti piacerebbe rifarlo?”. Ciccio: “Certo…anche subito.”. Maria pensa: “Accidenti che fratello porcone che mi ritrovo…averlo saputo prima…”. Maria dice al fratello: “Bene…ora non possiamo altrimenti facciamo tardi. Domani pomeriggio non ci sono problemi. Però se dici questa cosa a qualcuno poi non lo potremo più fare. Capito?”. Ciccio risponde di si e gli giura che non lo dirà mai a nessuno. Tornati a casa salutano il padre e vanno a dormire. Maria è solita togliersi la biancheria intima la notte e così fa quella sera. Il padre prima di andare a dormire, va in bagno e l’occhio gli cade sul cesto della biancheria sporca dove c’erano in bella mostra il reggiseno e gli slip di Maria. Quello che attirò il suo sguardo furono quelle tracce di una specie di crema bianca. Essendo medico ginecologo capi di cosa si trattava e pensò: “Non è più una bambina. Sta crescendo e sta facendo le sue prime esperienze…farò finta di niente.”. Poi andò a dormire anche il padre.
Cosi per tutta l’estate Maria e Ciccio scopano senza problemi godendo come non mai.
Al ritorno in città la frequenza delle scopate calò sia per gli impegni scolastici sia perché non avevano quasi mai casa completamente libera: oltre al padre e a loro due c’erano i fratelli Anna, Bobò, Elena e, la loro matrigna, Bianca,
Ogni tanto uscivano tutti tranne Maria e Ciccio e, quindi, quest’ultimi scopavano…ma gli episodi erano piuttosto radi. Comunque le cose andarono avanti e sono da menzionare due episodi. Il primo fu un salto di qualità
Un giorno, d’inverno, Bianca era andata a Parigi per il week-end per affari (dirigeva un piccolo atelier di moda), Anna avrebbe passato il Sabato pomeriggio e la notte da una sua amica ed i due gemelli avrebbero passato il week-end con la madre. inoltre il padre dice ai figli che quel pomeriggio e quella sera sarebbe tornato molto tardi. Quindi per la cena potevano ordinare una pizza e non dovevano aspettarlo alzato. I due fratelli annuiscono, si guardano con uno sguardo pieno d’intesa e si sorridono. Appena il padre esce Ciccio incomincia a palpare Maria, ma questa gli dice: “No! Prima finiamo di fare i compiti, così dopo ed anche domani siamo completamenti liberi, e poi ti do la merenda.”. Dicendo questo si alza la minigonna e si toglie le mutandine e mostra la passera larga al fratello. Ciccio non se lo fa ripetere. Quel pomeriggio ha studiato velocemente e bene come non mai. A metà pomeriggio va in camera della sorella con i pantaloni già tolti ed il cazzo dritto e duro come non mai. Maria alza la testa dal libro, lo guarda, gli sorride, si alza la maglietta mostrando le sue tettine (si era tolta il reggiseno una mezz’ora prima). Le sue tettine erano piccole, ma dure e con i capezzoli svettanti per l’eccitazione. Inoltre allarga le gambe mostrando anche la sua passera. Ciccio già eccitato aveva tutto il cazzo duro, ma vedendo quello spettacolo, perde la testa e si lancia sulla sorella. La afferra per le spalle, la fa alzare dalla sedia, la butta sul letto e senza dirle nulla le allarga le gambe e le ficca il cazzo in fica. Maria lancia un piccolo urletto, ma poi incomincia subito a godere. Viene sbattuta come una cagna in calore, dal fratello. Non è mai stata trattata così, ma le piace. Dopo averla trombata per un pò Ciccio le dice: “Maria, ora girati che te lo voglio mettere nel culo!”. Maria sentendo una cosa del genere rimane sorpresa e chiede al fratello: “Ciccio…ma dove hai imparato una cosa del genere? Non mi dire che hai sodomizzato una delle puttanelle che hai come tue compagne di classe.”. Ciccio le risponde: “No…nulla di questo, ma su internet si trovano molte cose interessanti…dai ora fatti inculare come una troia.”. Maria sentendo questo si risente un pò: non le piaceva essere chiamata, normalmente, troia o qualcosa del genere…durante la scopata e simili si faceva insultare quanto voleva, ma no normalmente. Nonostante questo, Maria, incomincia ad eccitarsi: “Essere una piccola troia a diciassette anni mentre le sue amiche si facevano solo ditalini a più non posso. Loro il cazzo potevano solo immaginarlo in bocca, nella fica e nel culo, lei invece lo aveva reale…fra poco anche nel culo. Inoltre era il cazzo del fratello…il sapore proibito dell’incesto.”. Pensando questo Maria si eccita ancora di più, si gira, si mette a novanta gradi e si allarga il suo culetto ancora vergine. Ciccio, seguendo le indicazioni trovate su internet, prende della crema per le mani di Maria. Inizia a spalmarla prima intorno al forellino anale, e poi incomincia a lubrificarle dentro il secondo canale. Dopo si mette la crema su tutto il suo cazzo. Le appoggia il cazzo sul culo ed incomincia a spingere. Quando sente che il culo della sorella diventa troppo stretto si ferma per aspettare che l’ano della sorella di adatti a quel corpo estraneo per poi riprendere a spingere. Maria sente un pò di bruciore e con gli occhi chiusi stringe le coperte. Ma rimane a culo pizzuto perché anche se brucia le piace. Dopo essere arrivato con tutto il cazzo nel culo di Maria, Ciccio incomincia a stantuffare Maria. Quest’ultima, ogni volta che il cazzo del fratello le entra tutto nel culo, le sembra di averlo in gola e vorrebbe toglierselo. Appena la pressione del cazzo diminuisce si sente svuotare. Allora le riprende la voglia di sentirsi di nuovo piena ed ecco che il cazzo del fratello la riempie di nuovo. Ciccio all’inizio la incula piano e con delicatezza, ma mano a mano aumenta l’andatura fino a quando incula la sorellina un pò rozzamente. Maria incomincia ad urlare un per il dolore e chiede a Ciccio di smettere…il colore era più grande della goduria. Ciccio non se ne cura: vuole sborrare nel culo della sorella. Dopo un pò dell’andatura veloce tende tutto il suo corpo. Con due scatti di reni spinge ancora più a fondo il suo cazzo e riversa un fiume di sborra nel culo di Maria. Maria con le lacrime agli occhi per il dolore geme di dolore e poi, sentendo la crema calda nel suo intestino, le basta toccarsi due volte il clitoride per avere anche lei un orgasmo. A quel punto Ciccio sta per sfilare il cazzo dal culo della sorella e lei gli dice con voce implorante: “Per favore, fai piano che mi fa un male cane.”. Allora Ciccio, delicatamente le leva il cazzo dal culo, che anche se aveva appena sborrato, era già ridiventato un pò duro. Dopo averle tolto tutto il cazzo, Maria si gira e Ciccio la vede con le lacrime agli occhi, e, preoccupato, le chiede: “Ma cosa ti è successo? Ti ho fatto male?”. Maria si asciuga le lacrime e gli risponde: “Ma perché non mi hai sentito quando ti ho implorato di smettere? E le mie urla? Mi hai fatto proprio male. Ho anche goduto, ma…te lo dico subito…non so se lo rifaremo mai. Sicuramente per un bel pò ti dovrai accontentate della mia bocca e della mia passerina…il culo mi fa troppo male”. Ciccio mortificato si scusa con la sorella e le chiede perdono. Lei, per fargli capire, che comunque lo aveva perdonato gli fa un bocchino con ingoio come non lo aveva mai fatto. A Ciccio piacque talmente tanto che poi le ha sempre chiesto quel tipo di bocchino alla sorella. Da quel pomeriggio Maria ha dato altre volte il culo al fratello…ormai era stato rotto. Ciccio, dal canto suo, cerca di essere il più delicato possibile quando sodomizzava la sorella. Ovviamente sempre in modo molto sporadico.
Il secondo episodio. Un pomeriggio sia Ciccio che Maria avevano troppa voglia di trombare…era da una settimana che erano a secco. Il padre non c’era, i gemelli anche, idem come sopra per Bianca, ma Anna, come al solito, stava a casa. Ad un certo punto squilla il telefono, Anna risponde e dice: “Ah…ciao Clara. Si sono io come stai?”. Allora Maria chiama Ciccio e lo fa andare nella sua camera e gli dice: “Svelto che la mia micina è a secco da troppo tempo.” Dicendo questo, si tira su la gonna e si leva gli slip. Allora Ciccio le fa: “Ma sei matta? Anna è in casa e se ci vede sai che casino che succede?”. Allora Maria, incominciando a liberare il cazzo di Ciccio, gli risponde: “È al telefono con Clara, una sua amica. Prima di 40 minuti non finisce. Dai fatti ciucciare il tuo bel cazzone.”. Detto questo Maria incomincia a ciucciare il cazzo di Ciccio. Come al solito il cazzo di Ciccio diventa subito duro. Allora Maria dopo qualche altra leccata, si leva il cazzo di Ciccio dalla bocca e gli dice: “Dai fottimi come una puttanella…so che è solo una sveltina, ma dobbiamo fare in fretta.”. Ciccio non ha mai scopato così velocemente, ma la cosa lo eccita e dopo aver chiavato un pò la sorella raggiunge l’orgasmo insieme alla sorella. Nel frattempo Anna aveva finito la telefonata dopo neanche cinque minuti e, raggiungendo la sua camera, aveva sentito strani rumori. Sia Ciccio che Maria erano di lato alla porta (quindi il pompino si vedeva benissimo), ma tutti e due avevano gli occhi chiusi e non videro Anna. Quest’ultima dal canto suo, non aveva spalancato la porta, ma solo leggermente dischiusa, ed aveva incominciato a spiare i due fratellastri incestuosi. Nota che Ciccio ha un cazzo niente male e si scopre ad avere voglia di essere al posto di Maria. Così incomincia a farsi un ditalino (alla sua giovane età) e a venire (il suo primo orgasmo) insieme agli altri fratelli. Appena raggiunto l’orgasmo va dove si trova il telefono (abbastanza distante dalla camera di Maria) e dice a voce molto alta: “Va bene Clara, ora ti saluto e ci sentiamo dopo oppure ci vediamo direttamente domani a scuola. Ciao”. Nel sentire questo Maria e Ciccio si ricompongono immediatamente. Anna apre la porta e chiede: “Che fai in camera nostra?” rivolgendosi a Ciccio. Ciccio: “Niente stavo chiedendo il bianchetto a Maria…ma tu hai già finito al telefono?”. Anna, candidamente gli risponde: “Si, perché? Ho disturbato qualcosa?”. Appena detto questo se ne pente: non voleva che potessero sospettare che lei sapeva. Ma Ciccio e Maria sembrano non badarle e Ciccio le risponde: “No…è solo che ci stai sempre tanto…comunque grazie del bianchetto Maria. Io torno di la studiare.”. Da quel giorno in poi Ciccio e Maria hanno avuto modo di trombare, ma soprattutto delle sveltine. Le trombate tra Maria e Ciccio, sono continuate per qualche anno. Esattamente la cosa finì quando Maria a 22 anni si mise con un ragazzo e Ciccio, dal canto suo, si mise con una ragazza. Per tutto il tempo precedente Anna, ignorata da Ciccio e Maria, fu un’attenta osservatrice. Ha sempre desiderato potersi trovare al posto di Maria ed una volta ha anche tentato due approcci, un pò velati, con Ciccio. Però sembrava che questo fosse molto refrattario a fare qualcosa con Anna. Allora Anna si era rassegnata a distruggersi la sua fica a forza di ditalini al bagno pensando alle porcate che si effettuavano a pochi metri da lei. Tutto questo, come detto prima, continuò per qualche anno. Finiti gli “spettacoli”, Anna continuava a martoriare la sua micetta, ma piano piano i ricordi sbiadiscono.
Anna, che ora aveva 18 anni, era alta 1,70, capelli biondi lisci lunghi, occhi marroni, una terza di seno e le sue tette erano talmente dure che se correva senza reggiseno non le ballavano minimamente. La passera era pelosa normalmente ed aveva un bel culo pieno a mandolino. L’unica cosa è che di viso non si poteva definire una bellezza…per il resto invece era ok.
Anna, in quegli anni, qualche scopata se l’era fatta, ma era da sei mesi che era a secco e quindi la voglia saliva, in lei, in modo impossibile da contenere. Purtroppo i cazzi presenti a casa erano solo tre: quello di Ciccio, ma era “out” per lei; poi c’era quello di Bobò, ma, quando lo aveva spiato una volta nel bagno, lo aveva visto piuttosto piccolo. Lei non voleva un cazzo di dimensioni “negroidi”, ma neanche più piccolo di quello di Ciccio. L’ultimo cazzo era quello del padre, Lele. Certo poteva cercare qualcuno in giro, ma a Luglio c’era poca gente in città ed i suoi amici, quei pochi ancora presenti, non la eccitavano assolutamente. Decise allora di farsi fottere dal padre. Si, si tratta di un incesto e, forse, proprio per questo Anna è così determinata a farsi scopare dal padre.
Lele in quel periodo era a digiuno forzato di fica perché la moglie, Bianca, era a Parigi, come al solito, per seguire alcuni suoi affari e le cose si erano protratte non poco ed era fuori da un mese. Lui era molto fedele alla moglie e quindi cercava di placare le sue voglie con delle mega seghe, ma…si sa: un conto è una sega un conto è una scopata. Quindi riusciva a placare solo un poco la sua voglia di fica.
Per mettere in atto il suo piano, Anna, un pomeriggio, andò a trovare il padre in clinica. Il padre fu sorpreso di vederla, ma essendo un pò libero, la fece entrare nello studio e le chiese come mai fosse venuta. Anna gli confidò che da un pò di tempo sentiva una parte dura sospetta al suo seno sinistro e quindi voleva che il padre la visitasse. Lele non ci trovò nulla di strano…anzi si preoccupò un pò e chiese ad Anna di levarsi la camicetta ed il reggiseno. Anna quel giorno era vestita con una camicetta leggera bianca ed una minigonna leggera marrone (la particolarità è che non aveva messo né reggiseno e né mutandine). Il padre rimase abbastanza sorpreso quando vide Anna levarsi la camicetta e rimanere subito con le tette al vento: non aveva messo il reggiseno quel giorno. Lele rimase sorpreso perché non se ne era assolutamente accorto: segno che Anna aveva due tette sode come non mai. Fece accomodare Anna sul lettino ed incominciò a palpare la tetta sinistra di Anna. Mentre Lele palpava quella tetta di una diciottenne sentiva quanto era soda e questo lo stava facendo eccitare. Solo che non riusciva a sentire nessuna zona dura. Allora chiede ad Anna: “Tesoro, ma dove hai sentito questa zona dura? Io non trovo nulla.”. Anna, sorridendo sorniona, dice al padre: “Ma come? Non hai sentito come sono dure le mie tette? La parte dura sono tutte le mie tette.”. Dicendo questo si sporge mettendo in mostra le sue tette. Lele a quel punto le dice, con voce un pò alterata: “Ma Anna, sei matta? Ma che ti passa per la testa? Rivestiti e vattene subito a casa.”. Anna incurante si alza la minigonna, fa vedere la sua bella passera al padre e gli chiede: “Ti piace la mia fica? Non pensi che abbia una bella passera?”. Lele che aveva una voglia di scopare repressa tentava di opporre resistenza alle tentazioni della figlia. Ma visto che Anna continuava a tentarlo e, nel frattempo, si era completamente denudata, Lele, perde il controllo. Prende la figlia, la fa alzare dal lettino, la mette a sedere sulla scrivania, le allarga le gambe, si libera il cazzo dai pantaloni e glielo pianta subito in fica. Anna sorpresa da quella penetrazione immediata lancia un piccolo urletto che subito si tramuta in goduria. Lele incomincia a trombarsi Anna con molta foga. Si stupì un pò di trovare la fica della figlia larga, ma, d’altra parte, non era più una bambina: aveva 18 anni. Se la scopa con talmente tanta foga che gli sborra copioso nella fica dopo poco tempo. Appena sborrato, Lele, leva il cazzo dalla fica di Anna. Va ad un armadietto dei medicinali e dice ad Anna: “Domani prendi questa pillola: è la pillola del giorno dopo e non ti permette di rimanere in cinta…però cerca di usarla il meno possibile.”. Anna sorride al padre e gli dice: “Papi, ma ti pare che se non prendevo la pillola mi sarei offerta a te senza problemi?”. Allora Lele le chiede: “Ma perché da quant’è che prendi la pillola. E perché non sei venuta da me?”. Anna: “La pillola la prendo da due anni, quindi da quando avevo 16 anni. Mi è stata prescritta da un altro medico che conosce Alice…in senso biblico. Non ho mai chiesto la ricetta a te perché…bè mi vergognavo un pò a dirti che volevo avere esperienze sessuali, ma volevo comunque essere protetta. Quindi stai tranquillo…non mi serve nulla. Ma abbiamo già finito? Io ho ancora due buchi liberi…da soddisfare.”. Dicendo questo Anna indica la sua bocca ed il suo culo. Lele si prende in mano il cazzo ed incomincia a massaggiarselo quando gli viene in mente che la porta dello studio era chiusa, ma non a chiave. Si avvicina alla porta, la chiude a chiave. Poi si avvicina ad Anna, che nel frattempo era scesa dalla scrivania. La fa inginocchiare e lei, senza attendere oltre e senza dire nulla, prende il cazzo del padre ed incomincia a leccarlo in tutta la sua lunghezza. Dopo un pò se lo mette in bocca ed inizia a succhiarlo come non le è mai successo. Ciuccia in modo molto energico che, le sembra, che il padre stesse per venire nuovamente. Allora si stacca dal pisello. Si mette a culo pizzuto e si fa sodomizzare dal padre. Il padre per lubrificare il culo ed il suo pisello utilizza la vasellina. Si incula Anna e mentre il suo cazzo va su è giù dentro lo sfintere della figlia, questa si tocca il clitoride. Le basta poco per poi stringere il culo in preda ad un orgasmo. Lele appena sente il culo della figlia stringersi, capisce che sta avendo un orgasmo, ed a sua volta si lascia andare e viene anche lui. Riversa una quantità impressionante di sperma nel culo della figlia, nonostante la scopata di poco prima: segno che era da molto tempo…troppo tempo che non scopava. Appena Anna sente lo sperma caldo del padre nel suo culo, si eccita ancora di più ed inizia a pisciare…placando così l’orgasmo che ha raggiunto. Dopo aver placato le loro voglie, Lele e Anna si rivestono ed Anna chiede al padre: “Ti è piaciuto? A me un casino…lo possiamo rifare? Il prima possibile?”. Lele sommerso da quelle domande alza le mani in segno di resa e risponde alla figlia: “Si mi è piaciuto molto. Sicuramente lo rifaremo, ma non so quando. Ovviamente non lo possiamo fare a casa: c’è troppa gente. Non lo possiamo rifare qui: oggi è stato un caso che abbia molto tempo libero. Però in qualche modo ci organizziamo. Però tieni presente che tra due mesi, al massimo, torna Bianca: mi dovrò dedicare anche a lei. Quindi poi non ti potrò dedicare molto tempo. Ma tu non devi essere gelosa. D’accordo?”. Anna gli risponde: “Va bene, ma quando ci sarà Bianca non scoperemo più?”. Lele le risponde: “Scoperemo comunque, ma non lo potremo fare troppo spesso…non so quante volte tromberemmo a settimana. Vediamo…intanto vediamo se in questo week-end mi posso inventare qualcosa. Visto che oggi è Venerdì ti faccio sapere qualcosa questa sera, ok?. Ora torna a casa..ci vediamo stasera”. Detto questo da un bacio sulla bocca alla figlia, apre la porta e la fa uscire. Appena uscita Lele si mette ad asciugare il pavimento e la scrivania dalla piscia di Anna.
Dopo un pò (finito di pulire) sente bussare alla porta. Lele dice di entrare e si trova davanti Oscar. Lui è un collega di Lele (anche lui ginecologo) ed ha una figlia di diciotto anni di nome Agnese. Oscar ha la stessa età di Lele (50 anni), moro, magro e con un cazzo di 23 cm. La particolarità è che Oscar è gay. In pratica, anni prima (esattamente 17 anni prima), si era finto il compagno di una sua amica (Margherita) su richiesta di lei: il suo ex non la lasciava in pace. Quindi, anche se per gioco, i due facevano finta di essere innamorati. Accadde che andarono insieme ad altre persone (e all’ex di Margherita) un week-end fuori. Ovviamene Oscar e Margherita dormirono insieme. Quella notte accadde che un pò per la curiosità di Margherita di scopare con un gay, un pò per la curiosità di Oscar di provare una fica (era la prima in vita sua), hanno scopato. Erano anche un pò brilli e quindi…niente protezione. Lei è rimasta in cinta, ma Oscar, ha riconosciuto la figlia e…per quello che poteva, faceva il padre. In ogni caso Oscar aveva comunque continuato a frequentare altri uomini e Margherita si era messa con un altro uomo e, anche se non si era sposata, faceva copia fissa con questo uomo da 15 anni ormai. La figlia comunque stava un pò con la madre e un pò con il padre. Nonostante tutto Margherita non gli ha mai rinfacciato nulla (la colpa della gravidanza era di tutti e due). Inoltre Oscar e Margherita sono rimasti in ottimi rapporti e quindi, Agnese, non soffriva troppo a non avere i due genitori in casa (Margherita viveva in un’altra città). Ovviamente Agnese sapeva che il padre era gay, ma a lei questo non le procurava nessun problema.
Tornando al presente, Lele, fa entrare ,nel suo studio, Oscar e gli chiede in cosa può essergli utile. Oscar gli dice: “Tu sai che ho una figlia. Sono sei mesi che non la vedo, e domani starà da me per un paio di mesi. Il fatto è che, ormai sta diventando grande…ha 16 anni…e non so come comportarmi. Tu che hai già cinque figli sicuramente ne sai più di me…che consigli mi puoi dare?”. Lele con calma e tranquillità gli dice che alla fin fine doveva lasciare fare al suo istinto. Oscar allora gli chiese: “Si d’accordo…però più esattamente io volevo sapere una cosa: come ben sai anche tu, siamo medici ginecologi tutti e due, è che a 16 anni le ragazze incominciano ad avere le prime esperienze sessuali…e se Agnese se mi chiede qualcosa come faccio?”. Lele prima di rispondere ripensa a quando aveva visto gli slip di Maria sporchi di sperma: “Se sapessi che una delle mie figlie già a 17 anni si faceva trombare…” pensò. Rispose all’amico: “Come hai sottolineato poco fa, ti sei medici come me: spiegale come stanno le cose come se stessi facendo una lezione o lo stessi dicendo ad una giovane paziente. Il fatto che tu sia gay non cambia la situazione: anche tu sai come si fa a scopare visto che Agnese l’hai fatta insieme a Margherita.”. Oscar rincuorato saluta Lele. Alla fine del turno Oscar torna a casa e trova Agnese vestita in modo molto sexy: una camicetta leggera bianca, un piccolo giacchetto nero (tante volte la sera facesse un pò fresco e/o fosse troppo umido), una gonna sopra il ginocchio lenta e due sandali con tacco come scarpe. Agnese è alta 1,60, magra, bionda con i capelli un pò a caschetto e lisci, occhi celesti, una terza di seno, una passera depilata, ed un bel culo a mandolino. La particolarità è che ha un viso da bocchinara anche se non lo è: qualche bocchino lo fa, ma niente di eclatante. Il padre vedendola vestita in quel modo le chiede se doveva uscire e lei gli risponde che sarebbe dovuta uscire, ma pochi minuti prima, era saltato tutto e quindi stava andando a cambiarsi in camera. Detto questo si avvia in camera sua. Mentre cammina sculetta in modo vistoso e la gonna lenta, ondeggiando, fa intravedere il suo bel sedere e…sembra senza slip. Oscar accortosi della cosa attende che Agnese si cambi. Appena ritorna, con un indosso un pigiama, Oscar le chiede: “Agnese per caso mi devi dire qualcosa?”. Agnese: “No, papi. Perchè?”. Oscar: “Senti, magari non sono la persona più adatta, ma ricordati che sono anche un medico…so esattamente come succedono alcune cose.”. Agnese: “Lo so che sei medico e per l’esattezza un ginecologo, ma che cosa vuoi che ti chieda? Come nascono i bambini? Lo so pure io.” Allora Oscar, in modo più diretto le dice: “Ho visto che non hai messo gli slip…come mai?”. Allora Agnese un pò indignata gli chiede: “Come fai a dirlo? Ma che mi hai spiata mentre mi sono cambiata? Anche se sei gay io sono comunque tua figlia e tu sei proprio un porco. Inoltre neanche ci vedi bene. Le mutande le ho messe anche se dietro hanno solo un filo…guarda bene.”. Mentre dice questo si tira giù i pantaloni del pigiama e mostra il suo bel culo e gli slip a filo al padre. Agnese continua: “Quello che non ho proprio messo è il reggiseno…queste non le hai viste?”. Dicendo questo Agnese si è ritirata su i pantaloni del pigiama e si è alzata la maglietta e mostra orgogliosa le sue tette al padre. Oscar le risponde: “A parte il fatto che non devi alzare la voce con me e comunque non ti ho spiata: mentre andavi in camera tua sculettando la gonna lasciava intravedere il tuo sedere e…mi sembrava che non avessi gli slip. Se ti avessi spiata avrei visto che gli slip li avevi e che non avevi il reggiseno…pensaci bene prima di accusare qualcuno. Anzi…perché non hai messo il reggiseno?”. Agnese (nel frattempo di era tirata giù la maglietta) un pò in imbarazzo per essere saltata a conclusioni affrettate risponde: “Scusa papi…ho sbagliato.”. Oscar le dice: “Tranquilla cucciola…mi vuoi dire ora come mai stai senza reggiseno?”. Allora Agnese risponde: “Bè…è un pò imbarazzante…però visto che sei medico…mi piace farmi baciare le tette dai miei amici. Inoltre dopo che mi hanno palpata e baciata le tette…bè mi piace fargli un pompino.”. Oscar rimane colpito dalla schiettezza della figlia e rimane interdetto. Dopo un pò…balbettando le dice: “Facciamo finta che non mi hai detto nulla e mangiamo…domani ne riparliamo.”. Agnese annuisce. Mangiano, guardano un pò la televisione e poi vanno a dormire. Solo che quella notte Oscar non riesce a prendere sonno: sia per quello che le ha detto la figlia sia per il fisico della figlia. “Si sta facendo proprio bona…come la madre.” pensa Oscar. Si alza dal suo letto e senza far rumore va in camera della figlia. Agnese dorme scoperta con la maglietta del pigiama leggermente alzata. Allora Oscar, preso da una voglia per lui abbastanza sconosciuta, solleva la maglietta della figlia e le scopre le tette. Guarda le tette della figlia che stanno su come si deve: sono uno spettacolo. Si immagina gli amici che gliele baciano e gliele leccano. Poi si immagina che la figlia apre la sua bocca e ciuccia i cazzi dei suoi amici ed in quel momento si accorge che, in effetti, la conformazione del viso di Agnese è proprio da pompinara. Immaginando tutto ciò si ritrova con il cazzo di fuori dritto e duro come non gli capitava da tempo. Allora lo prende in mano ed incomincia a farsi una sega davanti alla figlia. Appena si rende conto di questo, riabbassa la maglietta alla figlia e, sempre senza far rumore, va in soggiorno. Si mette a sedere sul divano e si fa una sega pensando alla figlia. Si è vero che è gay, ma da un bel pò gli incomincia a mancare il piacere della scopata con Margherita, e la figlia sembra la madre (è solo un pò più minuta rispetto a lei…vista la giovane età). Quindi Oscar chiude gli occhi ed incomincia a farsi una sega. Immagina la figlia completamente nuda con la passera pelosa bionda e larga. Immagina che la figlia gli si avvicina. Immagina che gli prende il suo cazzo e che se lo mette in mezzo alle sue tette morbide e calde. Immagina che gli fa una spagnola. Immagina che poi apre la bocca e si mette il pisello del padre in bocca e lo avvolge con le sue labbra morbide. Proprio in quel momento Oscar sente che la parte superiore del cazzo è avvolta da un calore. Apre gli occhi e vede Agnese che effettivamente gli sta facendo un bocchino ed è completamente nuda. Oscar rimane esterrefatto da quella visione, ma non il suo pisello che continua ad essere sempre duro. Intanto Agnese alterna una leccata con la lingua a paletta sul cazzo del padre all’immettersi il cazzo in bocca. Ciucciando il pisello riesce finalmente a metterselo tutto in bocca. Mentre Agnese succhia con voracità il cazzo del padre, prende una mano del padre e se la mette su una tetta. Oscar incomincia a palpare la tetta soda della figlia. Ora sta palpando tutte e due le tette della figlia. Le prende i capezzoli ed incomincia a solleticarli. Allora Agnese si leva il cazzo dalla bocca. Si alza in piedi. E con la passera che cola umori come non mai si impala sul pisello del padre. Si mette quel cazzone enorme in un solo colpo. Lei perfettamente a suo agio incomincia un fantastico smorza candela. Oscar guarda il volto della figlia completamente sfigurato dal piacere della scopata. Abbassa lo sguardo, vede la passera della figlia completamente depilata che si dilata ogni volta che c’è un affondo del suo pisello. A quel punto non resiste più e sborra copiosamente nella fica di Agnese. Quest’ultima non ancora soddisfatta si leva il pisello dalla fica per bere un pò di sperma. Poi si rivolge al padre e gli dice: “Immagina di stare per sfondare il culo a qualche tuo amichetto giovane e me lo metti dentro…poi parliamo quanto vuoi.”. Detto questo si mette a culo pizzuto, si prende tra le mani le sue belle chiappe, si allarga il culo (molto largo) ed aspetta l’affondo del padre. Oscar non tarda a far ridiventare duro il suo cazzo e lo mette nel culo della figlia senza nessuna crema visto quanto è largo il culo di Agnese. Questa incomincia ad emettere gemiti di goduria. Gli assesta quei colpi nel culo con molta energia, tanto che ad Agnese le sembra che il cazzo del padre le finisca in gola. Dopo aver sodomizzato come si deve la figlia viene ancora copiosamente nel culo di Agnese. Dopo aver scaricato tutto lo sperma, padre e figlia rimangono per un pò distesi per terra. Intanto Agnese si è tenuta dentro di sé, nel suo culo, il cazzo del padre anche se ormai moscio. Dopo aver ripreso un pò le forse il padre si mette a sedere sul divano. Guarda la figlia completamente nuda un pò sporca di sperma. Questa si alza. Si accomoda accanto al padre e gli chiede: “Vuoi sapere quando è iniziata la storia di voler scopare con te o…cosa?”. Oscar la guarda, e poi le dice: “No! Quello me lo dirai un’altra volta. Ora voglio sapere se hai intenzione di essere così zoccola per i due mesi che rimani qui con me oppure se è stato solo…come dire…un evento isolato.”. Allora Agnese gli risponde: “Papi, se a te piace la mia fica ed il mio culo..bè visto che sono tua figlia…penso che sia mia dovere darti tutti i miei buchi per farti godere.”. Allora Oscar prende la figlia e le da un bacio in bocca usando anche la lingua. La figlia ricambia e poi gli dice: “Preferirei che non mi baciassi…con te vorrei fare solo del sesso selvaggio come oggi, ma solo sesso…altrimenti mi sembra come se tu tradissi mamma…lo so che è stupido, anche perché lei sta con un altro e tu hai avuto storie con altri uomini, però preferisco così se per te è lo stesso.”. Oscar acconsente e da allora almeno cinque volte a settimana Agnese e Oscar trombano come non mai. Ovviamente le palpate alle tette di Agnese dai suoi amici e relativi pompini si diradarono non poco. Arriviamo così a Settembre. Un giorno, in ambulatorio, Agnese era andata a trovare il padre per dirle che le sarebbe piaciuto rimanere da lui per tutto l’anno scolastico. Il padre accettò. Ovviamente per quell’anno Agnese avrebbe fatto la privatista (non poteva e non voleva perdere un anno di scuola), ma senza l’ausilio di professori esterni…eventualmente qualche suo amico le avrebbe dato delle ripetizioni (sapeva come ripagarlo). Mentre usciva dallo studio del padre si incontra e si scontra con Tommy. Questo è il nipote di Lele (figlio del fratello di Lele di nome Michele, anche lui medico, ma chirurgo). Tommy aveva 17 anni, alto 1,75, capelli castani corti, occhi marroni, magro, un bel fisico scolpito ed un pisellone di 30 cm. Molte ragazze gli andavano dietro (viste le dimensioni del suo cazzo…la voce si era sparsa in fretta), ma lui non era il tipo di trombarsi tutte le ragazze indistintamente. O aveva una storia con una ragazza oppure doveva essere molto particolare per potersela trombare (ad esempio doveva essere la figlia del preside, oppure la ragazza di qualcuno che le era antipatico, ecc.). Quel giorno notò Agnese e lo colpì il suo viso: il suo sorriso e la conformazione da ciuccia cazzi. Vederla gli procurò immediatamente un’enorme erezione. Fortunatamente la parte superiore dei jeans era coperta da una felpa piuttosto lenta e Agnese non notò nulla, anche se in realtà quel ragazzo la aggradava non poco. Inoltre lo sguardo di Tommy sembrava scoparla li davanti a tutti e questo faceva bagnare la fica ad Agnese. Tommy, vista l’immediata erezione chiede un consulto molto veloce con Lele. Lui acconsentì, ma le disse di fare in fretta perché c’era molta gente che aspettava. Tommy: “Vedi zio…è un pò imbarazzante…non mi è mai successo prima, ma vedendo quella ragazza mi…è venuto duro come non mai.”. Lele: “Non c’è nulla di strano…si vede che Agnese, che è la figlia di Oscar, ti piace non poco. Comunque, se vuoi avere un parere medico più specialistico, dovresti andare da un andrologo e non un ginecologo. In ogni caso non penso che ti serva una visita specialistica…o sbaglio?. Tommy: ” No non mi serve…ma ora come faccio? A parte che mi sta facendo un pò male, ma mi impiccia pure per camminare.”. Lele: “Bè puoi fare due cose: o ti fai una bella sega così ti svuoti le palle oppure ti fai una scopata con qualcuna. A te la scelta.”. Tommy: “Scusa, ma mica posso scopare la prima che mi capita e poi qui in clinica.”. Lele in tono molto serio: “Ed allora fatti una sega…che vuoi una mano per caso?”. Tommy: “No, ma che centra…non accetterei comunque.”. Lele: “Veramente non pensavo in quel senso: se vuoi puoi metterti dietro quel separè e vedere le fiche delle mie pazienti. Oggi pomeriggio ce ne ho 4 e sono tutte belle ragazze giovani a parte una che ha 12 anni…ma quella non penso che si dovrà denudare. Allora che ne dici?”. Tommy sentendo quell’invito non ci pensò su due volte ed accettò. Si nascose dietro il separè e si godette la vista di quelle fiche. La prima fu proprio la ragazzina di 17 anni: fisicamente ne dimostrava 20 ed era la sua prima visita ginecologica. Infatti, era accompagnata dalla madre. Lele, sistemò la ragazzina in modo che il nipote potesse ammirare la sua natura. Sapendo che era ancora vergine fece un’ispezione vaginale che fece venire varie volte la ragazzina. Lele, molto professionalmente, si scusò con la madre per aver fatto venire varie volte la figlia, ma la madre disse di non preoccuparsi: normale visto che era ancora inviolata. In realtà Lele lo aveva fatto per fare un piacere al nipote. Terminata la visita e congedata madre e figlia, Lele chiese a Tommy se gli era passata l’eccitazione. Tommy disse di si (per terra era un lago di sperma), ma anche che la cosa lo eccitava terribilmente e quindi chiese se poteva rimanere per le altre visite. Lele acconsentì, anche perché la prossima paziente stava attendendo dietro la porta in piedi. Se Tommy fosse uscito lo avrebbe visto. Il pomeriggio andò avanti con quattro mega seghe di Tommy (una per ogni ragazza visitata). Tommy ringraziò lo zio, ma quest’ultimo gli disse che questa era la prima ed ultima volta che gli faceva un favore di questo genere. Tommy ringraziò di nuovo ed andò a casa. Per quel giorno stette tranquillo. Il giorno dopo, appena arrivato a casa da scuola, si accertò che non ci fosse nessuno in casa, andò in camera sua, si denudò, si mise sdraiato sul letto e, senza chiudere la porta (tanto era da solo) incominciò a farsi una sega ripensando alle fiche che aveva visto il pomeriggio prima, ma soprattutto pensava ad Agnese: quanto sarebbe stato bello farsi leccare il cazzo da una zoccoletta come lei. Mentre vagava con la mente aveva gli occhi chiusi e gemeva non proprio sommessamente. Ad un certo punto ebbe un sobbalzo nel sentire una voce che diceva: “Ma Tommy, che stai facendo? Almeno chiudi la porta mentre ti fai una sega…”. Era Sara (la compagna del padre) che era rientrata e Tommy, perso nelle sue fantasticherie, non aveva sentito rientrare. Sara, per andare in camera sua e del marito, doveva per forza passare davanti a quella di Tommy. Nonostante avesse gli occhi sgranati per la visione di quell’enorme attrezzo non si turbò più di tanto e rimproverò Tommy. Detto questo chiuse la porta della camera di Tommy. Sara è una ragazza di 30 anni, alta 1,67, mora con i capelli lunghi mossi, occhi azzurri, magra, una terza di seno (le tette erano molto dure…quasi come quelle di Anna), una passerona pelosissima ed un culo fantastico: un mandolino perfetto. Sara non era molto simpatica a Tommy ed ora, dopo questo ennesimo rimprovero, la situazione si fece incandescente. Tommy arrabbiato come non mai tentò di calmarsi, ma inutilmente. Quindi dopo circa due minuti, andò, completamente nudo, in camera del padre e di Sara e senza bussare aprì la porta. Lo spettacolo che si presentò ai suoi occhi era stupefacente: Sara era completamente nuda sul letto, con le gambe larghe e si stava masturbando con un cazzo finto enorme. Aveva sorpreso Sara mentre il cazzo era tutto inserito in quella ficona pelosa nera. Nel vedere Sara nuda, trattandosi di una ragazza particolare (la compagna del padre), trattandosi di una trentenne (quindi più grande di lui) e trattandosi di una persona che le era molto antipatica e che voleva punire, la situazione era molto eccitante per lui. Quindi il cazzo andò subito sull’attenti. In preda ad una voglia irrefrenabile non lasciò tempo a Sara di dire una parola che le fu subito addosso. Incominciò subito a baciarle i suoi seni sodi. Si dedicò molto ai capezzoli facendoli diventare duri come non mai. Allora levò il cazzo finto dalla fica di Sara. Le mise una mano in mezzo alle gambe e senti che era fradicia come non mai. Immediatamente le mise il cazzo in fica. Sara era un pò titubante viste le dimensioni negroidi del cazzo del figliastro, ma dopo aver accolto metà di quel cazzone e sentendo che ancora non era finito incominciò a provare un piacere immenso che mai aveva provato. Sentirsi così piena di cazzo senza avere bisogno di farsi sodomizzare non le era mai successo. Incomincia a godere come non mai e si abbandonò agli affondi sempre più forti del figliastro. Dopo aver trombato come si deve la matrigna, Tommy, la fa mettere su un un fianco, le tira fuori il pisello dalla fica, le si mette dietro ed incomincia ad incularla. Al sentire il primo pezzo di cazzo in culo Sara cerca di ribellarsi dicendo che anche se era abbastanza aperta il suo cazzo era troppo grosso. Ma Tommy noncurante delle proteste della matrigna continuò a sodomizzarla finché non le fu tutto dentro. Sara aveva incominciato a piangere per il dolore, ma Tommy pensava che recitasse ed allora incomincia a pomparla con molto impeto. Sara ora incominciava ad urlare per il dolore e Tommy, noncurante, continuava l’inculata. Dopo un pò di questo lavoro le urla di Sara si tramutarono in gemiti di piacere. Le bruciava come non mai il culo così pieno di cazzo, ma sentirselo dentro era anche un gran piacere. Quindi Tommy continuò ad inculare Sara fino a quando non sentì che stava per venire. Allora, velocemente, levò il cazzo dal culo di Sara, e lei, capendo ciò che stava per avvenire, si mette sotto la punta del cazzo di Tommy con la bocca aperta in attesa della sborrata. Tommy voleva umiliare come non mai la matrigna e, decise di pisciarle in viso. Dopo esser venuto (anche Sara era venuta bevendo lo sperma copioso di Tommy) incomincia a pisciare addosso a Sara. Lei all’inizio sorpresa della pioggia dorata sul viso si ritira, ma poi accetta ed incomincia a bere il più possibile. Quello che non riesce a bere se lo fa colare sulle tette e se la spalma il più possibile. Appena Tommy finisce di pisciare guarda Sara tutta piena di piscio e le dice: “Certo Sara, che oltre a essere stronza e troia sei proprio una latrina.”. Sara: “Anche tu caro Tommy sei proprio uno stronzo…ma dimmi la verità: ti dispiace avere una matrigna di questo tipo?”. Allora Tommy la afferra per i capelli e le dice: “Stammi a sentire brutta stronza: non mi devi più rompere i coglioni e, se ne ho voglia, ti voglio scopare senza problemi.”. Sara divincolandosi per liberarsi dalla stretta dice a Tommy: “Va bene, ma ad una condizione: mi devi anche fare il culo oltre a sfondarmi la fica.”. Tommy acconsente. Da allora Tommy e Sara scopano quasi tutti i giorni: tanto il padre di Tommy stava quasi tutti i giorni in clinica. Invece quando il padre era a casa, Sara donava la sua fica ed il suo culo al marito…com’era giusto che fosse.
Nel frattempo Bianca era finalmente tornata da Parigi. Lele non ne poteva più e non vedeva l’ora di bearsi della fica di Bianca. Bianca aveva, 40 anni (anche se ne dimostrava non più di 30), alta 1,80, molto magra, capelli castano scuro, lunghi, mossi, occhi marroni, una terza di seno. Le tette erano un pò scese, ma comunque ancora abbastanza sode. Una passera un pò pelosa (o un pò spelacchiata…a seconda del punto di vista), un culo sodo come si deve e due bellissime gambe. Bianca rispetto a Lele non aveva così tanta voglia di cazzo perché a Parigi si era data da fare non poco: anche per questo aveva concluso ottimi affari. Nonostante questo, Bianca, non si definiva una troia, ma solo una gran zoccola: ogni volta che si faceva sbattere in tutti i suoi buchi godeva immaginando che fosse il cazzo di Lele ad essere dentro di lei. Infatti, se non pensava a lui…godeva, ma fino ad un certo punto e non sentiva chissà che trasporto. Pensando a lui e immaginarsi di essere scopata ed inculata da lui, partecipava con passione. Quindi quando tornò in Italia la voglia di cazzo in lei era di molto inferiore della voglia di fica in lui. Quel giorno Bianca indossava una abito intero a righe, di lana, sopra il ginocchio. Calze nere e stivaletti neri. Inoltre il vestito aveva una scollatura vertiginosa che metteva in risalto il suo bel decoltè. Infatti, appena tornata casa salutò Elena e Bobò e, chinandosi (Bobò era alto 1,60), fece vedere il sopra delle sue tette a Bobò…lo fece apposta: la divertiva far eccitare i ragazzini tipo Bobò. Poi salutò anche Anna, Maria e Ciccio (con Ciccio non potè fare nulla visto che era alto 1,75…quasi quanto lei). Nel frattempo Lele venne in soggiorno e vedendolo, Bianca, disse a Lele: “Ciao maritino mio come stai?”. Lele la guardò e le disse: “Ora che sei qui sto benissimo.”. La abbracciò, la baciò e le mise una mano sul culo premendo l’indice dentro lo spacco: a lei piaceva tantissimo. Lei ricambiò il bacio e mise una mano sul pacco di Lele che aveva un erezione enorme. Mentre toccava il cazzo di Lele, Bianca pensò: “Certo che sono proprio una gran zoccola: ho appena fatto una scopata prima di partire ed ho ancora voglia di cazzo.”. Tutte queste toccato furono fatte davanti ai figli di Lele che non dissero nulla. Anna disse a Lele che lei, Maria e Ciccio uscivano e sarebbero tornati per cena. Salutarono il padre e Bianca ed uscirono. Lele chiese ai gemelli se anche loro dovevano uscire, ma loro risposerò di no per via dello studio. Lele avrebbe voluto avere casa libera per sbattersi Bianca senza problemi…pazienza…avrebbero scopato cercando di non farsi sentire. Andarono immediatamente in camera da letto. Appena entrati Bianca si tirò su la gonna, si levò le mutandine nere, si mise sul letto, allargò le gambe e disse a Lele: “Vieni…scopami immediatamente. Dopo ti ciuccio il cazzo e ti do anche il culo.”. Lele non se lo fece ripetere. Si levò immediatamente i pantaloni e le mutande. Mostrò orgoglioso il suo cazzo dritto e lo piantò direttamente nella fica di Bianca. Incominciò a fottere Bianca con talmente tanta foga che venne nella fica di Bianca quasi subito. Lei rimase stupita ed anche un pò delusa. Immediatamente si leva il cazzo dalla fica ed incomincia a leccarlo. Appena ripreso un pò di vigore se lo mette in bocca ed incomincia a pompare in modo egregio. Il cazzo di Lele ridivenne duro anche più di prima. Allora Bianca si staccò dal cazzo di Lele e gli disse: “Spogliamoci dei tutto così stiamo più comodi.”. Immediatamente si tolsero gli ultimi indumenti. Bianca si mise sul letto a novanta gradi in attesa dell’inculata. Lele prese il suo cazzo in mano. Lo puntò sul culo di Bianca e lo spinse dentro con un solo colpo: Bianca aveva il culo largo anche prima di conoscere Lele (aveva preso molti cazzi in culo ed in bocca da quando aveva 12 anni…la fica la diede via solo dai 16 anni in poi). Lele incominciò ad alternare il cazzo nel culo e nella fica: un affondo con il cazzo in fica, poi lo toglie, un affondo nel culo, lo toglie e ricomincia la sequenza. Lele continuò questa pratica finché non venne copiosamente nel culo di Bianca. Dopo la sborrata di Lele nel suo culo, Bianca non era ancora sazia, ma Lele le disse: “Bianca…dammi un attimo di tregua…fammi riposare un pò.”. Allora Bianca gli dice: “Ma come? Prima di partire riuscivi a reggere per tre volte di seguito ed ora sei già stanco? Non è che ti sei fatto l’amante?”. Lele imbarazzato da quella domanda rispose: “No…ma che dici? Il fatto è che ho avuto una settimana pesantissima in clinica ed è appena finita. Mi devo solo riposare un pò.”. In realtà Lele si era dato da fare con Anna: era una grandissima puttana affamata di cazzo…spesso e volentieri Lele si era chiesto se la figlia non fosse una ninfomane. Comunque anche se un pò rattristata Bianca lasciò riposare un pò il marito e nel frattempo si masturbò varie volte con un vibratore. Anche se Lele era accanto a lei sveglio, la cosa non turbava nessuno dei due. Anzi a tutte e due piaceva masturbarsi uno di fronte all’altra.
Nel frattempo, appena Lele e Bianca andarono in camera, Bobò, senza farsi sentire, si mise a spiare il padre e la matrigna dal buco della serratura.
Bobò ed Elena, come detto prima, sono due gemelli ed hanno 16 anni. Lui è alto 1,60, un pò in carne, moro, occhi marroni ed un cazzo di soli 17 cm. Lei è alta quanto il gemello, ma è magra, capelli castano lisci lunghi, occhi marroni, una terza di seno, un culo a mandolino ed due belle cosce sode…con Elena era perfettamente azzeccato il detto “nella botte piccola c’è il vino buono”.
Bobò si mise a spiare il padre e Bianca perché, prima quando Bianca era arrivata casa, si era eccitato nel vedere il suo generoso decoltè e non voleva farsi la solita sega solitaria in bagno. Voleva vedere esattamente com’era Bianca completamente nuda (sogno erotico da tempo covato…fin da quando il padre la presentò per la prima volta). Lo spettacolo davanti ai suoi occhi non poteva essere dei migliori. Infatti il letto era posizionato davanti alla porta e quindi era impossibile non vedere cosa accadeva. Lo spettacolo che si presentava davanti ai suoi occhi era talmente eccitante che nonostante fosse venuto quasi subito continuò a segarsi alla ricerca di un secondo orgasmo che venne quasi subito. Visto che lo spettacolo di Lele e Bianca andava avanti continuò ad accarezzarsi il cazzo quando una voce lo interruppe dicendo: “Bobò…ma che stai facendo?”. Era Elena, la gemella, che lo aveva sorpreso. Appena Elena ebbe finito di dire questo rimase sorpresa nel vedere il cazzo del gemello (lei non era vergine ed il primo cazzo, di un 40 enne, lo aveva preso in bocca ed in fica un anno prima). Non era tanto per la lunghezza (solo 17 cm), ma per il fatto che fosse quello del fratello. Inoltre notò la macchia di sperma piuttosto estesa sul pavimento. Allora senza dire altro si avvicina al fratello, gli prende il cazzo in mano. Lo scosta un pò dalla serratura e pure lei si mette spiare il padre e Bianca che scopano. La scena che Elena vide era quella in cui Lele alternava la scopata all’inculata e quindi vedeva perfettamente il cazzo del padre entrare nella fica di Bianca, poi uscire dalla fica ed entrarle nel culo, poi uscire di nuovo dal culo ed entrare di nuovo nella fica. Elena al vedere questo si eccitò ancora di più e si levò il reggiseno e le mutandine. Tolto il reggiseno Bobò notò le tette a palla della sorella e notò che stavano su da sole e sembravano anche molto sode. Questo lo fece eccitare ancora di più, ma Elena non se accorse, presa com’era dallo spettacolo che stava guardando. Appena, Elena, si tolse gli slip delle piccole gocce le scivolarono all’interno delle cosce: era la sua fica che era diventata un lago vista la sua eccitazione. Il fratello si accorse di ciò ed allora si liberò dalla presa della sorella. Le si mise dietro e poggiò il suo cazzo sul culo di Elena. Glielo poggia senza penetrarla…per il momento. Incomincia a ritmare il movimento del bacino come se la stesse inculando. Elena in preda ad una grandissima eccitazione segue il ritmo del fratello e raggiunge il primo orgasmo mentre lo raggiunge anche Bianca. Fortunatamente lo raggiungono insieme perché sia a Bianca sia ad Elena gli venne un piccolo urlo di goduria. Dopo l’orgasmo Elena si divincola dalla stretta di Bobò, raccoglie slip e reggiseno, afferra il cazzo di Bobò e lo tira precedendolo nella sua camera da letto. Chiude a chiave la porta e dice al fratello: “Dai fottimi…dopo aver condiviso per nove mesi la stessa pancia materna che ne dici di condividere con me il tuo cazzone? Chissà che non ti cresca un altro pò.”. Il fratello nel sentire la porcata della sorella le risponde: “Ora ti faccio sentire io come sarai troia…sarai la mia zoccola.”. Detto questo afferra la sorella e la mette a sedere sulla scrivania, le allarga le gambe e le infila il cazzo in fica ed incomincia a trombarla. Allora Elena dice : “Accidenti come sai usare bene il tuo cazzo…non sapevo che fossi così bravo…ma dove hai imparato?”. Allora Bobò le risponde: “Hai presente la zia Sara? Ti ricordi che per un pò lei, zio Michele e Tommy hanno abitato da noi? Bè una volta mi ha sorpreso che mi facevo una sega al bagno e lì ho scoperto quanto fosse porca. Mi ha fatto lei una sega ed un pompino. Da allora appena potevamo mi ha insegnato ogni volta qualcosa di più…ovviamente mi ha insegnato soprattutto a scopare.”. Elena a quella rivelazione ci rimase quasi male: infatti pensava di essere lei la più porca tra lei ed il fratello. Invece il fratello era più porco di lei. I vari cazzi (compreso quello del 40enne) che aveva preso nei suoi buchi gli erano piaciuti, ma il fratello era bravissimo nel fotterla. Allora lei gli dice: “Dai fratellino mio, continua a fottermi, allargami per bene la fica…dopo ti darò il culo….e mi farò scopare in bocca.”. Al sentire quel programma Bobò aumenta il ritmo della scopata fino a far raggiungere un altro orgasmo ad Elena lasciando il suo pisello dritto e duro nella fica della sorella. Appena calmatasi dall’orgasmo Bobò estrae il suo cazzo dalla fica di Elena e glielo mette nel culo. Anche qui inizia piano piano la sodomizzazione per poi aumentare sempre di più il ritmo. Dopo un pò anche qui Elena raggiunge l’orgasmo ed anche qui Bobò le lascia il cazzo nel culo. Appena Elena si calma, Bobò le estrae il cazzo dal culo e le dice: “Ed ora sorellina mia apri la bocca. Ti scoperò in bocca e ti farò assaggiare il mio sperma.”. Elena senza opporre nessuna resistenza apre la bocca ed accoglie il cazzo del fratello in bocca. Appena appoggia la lingua sul cazzo del fratello sente che sa un pò di ciprino e di merda: si vede che non si era pulita molto bene il culo. Comunque non se ne cura ed incomincia a pompare il cazzo del fratello seguendo il ritmo che quest’ultimo le dava tenendole la testa e spingendola verso di se. Dopo aver stantuffato la sorella in bocca Bobò viene copiosamente in un orgasmo liberatorio. La sorella non riesce a bere tutto lo sperma per la grande quantità e quindi quello che non riesce ad ingoiare se lo fa spruzzare sul viso. Bobò guarda il viso della sorella pieno di sperma e le dice: “Sei tutta sporca in viso…vieni in bagno che ti do una mano a lavarti.”. L’invito può sembrare innocente, ma il tono di voce non lo era affatto, solo che Elena non se accorge e va in bagno seguita dal fratello. Il casa avevano i tripli servizi: un bagno per Lele e Bianca, uno per Bobò e Ciccio, ed uno per Maria, Anna ed Elena. Appena in bagno delle ragazze, Bobò fa sedere Elena sul bidet ed inizia a pisciare addosso alla sorella. A quel gesto Elena gli dice di smettere, ma lui non se ne cura e continua a pisciarle addosso. Visto che il fratello non vuole sentire ragioni Elena si inginocchia ed incomincia a bere un pò del piscio del fratello: non è una patita del pissing, ma se capita non si tira di certo indietro. Appena il fratello finisce di pisciarle in faccia, Elena prende il bicchiere dove ci sono gli spazzolini. Leva gli spazzolini. Si mette il bicchiere sotto la sua fica e stando accovacciata incomincia a pisciare nel bicchiere. Finita la pisciata, prende il bicchiere e ne beve tutto il contenuto davanti al fratello. Quest’ultimo nel vedere questa porcata della sorella si fa una sega venendo quasi subito (senza sperma…era il terzo orgasmo quasi consecutivo) e dice alla sorella: “Non sapevo di avere una sorella gemella così zoccola e così porca.”. Elena, con un sorrisino di chi la sa lunga, risponde: “E non hai ancora visto nulla…vedrai quante cose ti farò conoscere…altro che zia Sara.”. Da allora in poi, in quella casa ed in quella famiglia, il padre che si scopa le figlie, le matrigne che trombano con i figliastri e fratelli e sorelle che fottono tra di loro è diventata la normalità.

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