Dalla Nonna in Toscana

Dalla nonna in Toscana
Mia nonna, una bella cinquantenne. Sempre elegante, una bionda finta, che sta bene. Molto curata. È la classica donna, che quando entra in un locale non passa inosservata. Era venuta, a stare un mese da noi. Non dico che mi sono innamorato di lei. Penso che sia normale che un adolescente, viene attratto da una bella donna, senza dare peso, ne l’età, è il grado di parentela.
Avevo iniziato, a spiarla, tutte le volte che potevo cercavo di, toccarle il culo. Quando penso al suo culo, corro in bagno è mi sparo una sega. quando siamo a tavola, sono sempre maldestro, mi cadono le posate, cosi per raccoglierle, la spio tra le cosce.
Credo che lei abbia capito, perché tutte le volte, mi sorride, è noto che quando mi chino, lei sta con le cosce aperte. Il mio sguardo si delizia di tale veduta. Una giorno, restai scioccato ci mancava poco che davo di testa sotto, al tavolo. È non per nonna, ma per mamma, era anche lei a cosce aperte, ed era senza mutande. Tornai al mio posto. Come finimmo di mangiare, corsi in bagno, è giù una sega, la mia fantasia erotica, spaziava tra nonna, è mamma. Una mattina restammo da soli, lei rassettava la cucina. Ciao nonna sei stupenda, stamani, devi andare a qualche appuntamento galante?.
Ragazzo mio chi mi guarda più.
– Arrossendo, io starei delle ore a guardarti.
– Lo so monello, cosa credi che non ho capito perché ti cadono sempre le posate?. Stai sempre, a spiarmi tra le cosce. Sei contento di quello che vedi.
– Certo anche se, non riesco a vederti tutta.
– A si è cosa vorresti vedere, dimmi.
– Ti arrabbi.
– Ma no non aver timore dimmi, forse posso accontentarti.
– Mi piacerebbe vederti con il vestito sollevato, è senza le mutande. È dici poco bello mio, sono cosa da chiedere, a tua nonna.
– Lo so che ti arrabbiavi, tu mi ai chiesto cosa desideravo è questo. Sarò pazza ma ti accontento, avvicinati, a me.
– Feci come mi aveva detto, sorridendo si sollevo il vestito, sino alla cinta. È per me già, fu bellissimo, guardava il mio viso credo che si poteva leggere il mio desiderio, si abbasso la mutandina lentamente, fino a scoprire, la figa. Aveva solo una piccola, striscia al centro, i lati rasati. Restai come un allocco, a fissarla.
– Contento è come te la sognavi quando te lo meni.
– La immaginavo con più peli, ma è bella. Tu sei bella. Come un automa mi avvicinai, stesi la mano, la poggiai sulla figa. Nonna, desidero baciarti vuoi?. Certo che voglio, mio piccolo amore. Fu lei a baciare me, prese il mio viso, con due mani, mi ficco la lingua in bocca, la mano che avevo sula figa, la spostai nel centro lei allargo le cosce, la misi nel centro mettendo, un dito in figa, l’altra mano, sul suo meraviglioso culo.
– Caro devi essere più delicato. Adesso basta, ai avuto, molto di più di quello che ti aspettavi. Ancora un bacio ti prego, è bellissimo baciarti. Ci baciammo ancora. Poi mi respinse.
– Caro è ora che può arrivare tua madre.
– Ci rimettemmo in ordine. Nonna, dimmi, che ne pensi se vengo con te, per un po’ tra due giorni parti, dai sarà bello, stare insieme. È non solo un ricordo.
– Per me va bene sono contenta se vieni, i tuoi che diranno. Io credo che non faranno obiezioni, saranno contenti di liberarsi un po’ di me. All’arrivo di mamma gli dissi della mia idea. Non ci furono ostacoli. È due giorni dopo, un taxis, ci porto alla stazione.
Ora sono in treno con lei. Diretti a Firenze. Eravamo da soli. Dopo un poco, che avevamo partiti.
– Caro di sicuro ai sonno, stenditi è dormi.
– Mi addormentai per davvero sognando di scopare la nonna. Arrivammo nel primo pomeriggio. Le solite cose metti a posto, i vestiti la doccia. Ci restai un po’ male, nonna mi diede la camera, io mi ero illuso, o sognato, di dormire con lei nel suo bel lettone. Cercai di nascondere, la mia delusione.
Dopo cena, guardavamo la Tv, a me non fregava un bel niente.
– Bene è ora di andare a letto.
– Si alzo, prese la mia mano. Mi porto nella sua camera.
– Cosa ai pensato che ti lasciavo dormire, di la da solo, amore, devi avere la tua camera. Poi sei venuto, per scopare, non certo per fare il turista.
– Non mi diede il tempo di rispondere, mi trovai tra le sue braccia, è con la lingua, in bocca, iniziammo a spogliarci, aiutandoci a vicenda, restammo nudi. Per me era la prima donna che vedevo una donna nuda, dal vivo, solo nei film ho video porno. Ci stendemmo sul letto, era lei che mi guidava.
– Caro vuoi provare a leccarmi la figa, mi piace molto.
– Si mi va di provarlo.
– Mettiamoci nella posizione del sessantanove, mentre tu mi lecchi la fica io ti succhio il cazzo, lo sai come si fa, vero. Certo nonna. Mi girai, ci mettemmo nella classica posizione, per me era la prima volta, non sapevo neanche come iniziare.
– Caro apri le labbra della fica, vedrai il clitoride, è quello che devi leccare. Lo vidi era grande come un pisello, passai la lingua, è il sapore della fica mi piacque. Continuai, lei nel frattempo, aveva preso il cazzo. Lo leccava, io provavo uno piacere per me nuovo, ma piacevole, più leccavo la figa, più mi piaceva. Lei mi succhiava il cazzo.
– Amore come lecchi bene, impari in fretta. Ma adesso basta, vieni sopra, chiavami. Mi distesi su di lei, prese il cazzo è lo guido, mi invoco di entrare, in lei, che sensazione bellissima, sentire la figa, che mi avvolgeva il cazzo. Iniziai a chiavare con foga, lei mi chiedeva di andare piano, come potevo, era la prima chiavata della mia vita. Non durai che pochi secondi, che sborrai, è ne usciva tantissima, non era come quando mi masturbavo, era diverso bellissimo.
Quella notte, scopammo ancora. È non solo quella notte, nonna mi insegno a, controllare, l’orgasmo, mi insegno come far godere una donna.
Un pomeriggio nonna mi porto a far visita a sua sorella, io era la prima volta che la vedevo, conobbi, una cugina. Bellissima, come il sole, a primavera. Iniziai a frequentarla. Questa è un’altra storia.

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